Domenica, 10 Febbraio 2013 17:29

Il controllo mentale

Scritto da  Maria Grazia Di Marzio
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di Maria Grazia Di Marzio -

"Ogni cosa è sotto controllo.."

 

Il desiderio di assoggettare e controllare la mente umana si perde nella notte dei tempi, uno dei primi documenti che illustra le tecniche appropriate per raggiungere tale obiettivo è sicuramente il “libro dei morti egiziano”.

In questo papiro, oltre ad essere illustrati i modi di adattamento alla vita ultraterrena, sono esposti una serie di rituali per ottenere il controllo della volontà umana attraverso la tortura, l’intimidazione, l’uso di pozioni magiche, maledizioni e incantesimi. Nel corso dei millenni la magia è stata un elemento dominante fino a quando, all’inizio del ventesimo secolo, lo studio del cervello umano, diventa più raffinato e specifico, soprattutto grazie alla svolta intrapresa dall’opera sulla mente umana di Sigmund Freud (1856-1939) che con il neurologo Jean Martin Charcot (1825-1893) e il medico Joseph Breuer (1842-1925) elaborano il primo modello completo sulle malattie mentali e i metodi di psicoterapeutici per le cure. Di seguito, i governi della Germania pre-nazista e nazista e quello dell’Unione Sovietica, con i loro servizi segreti, le istituzioni militari, le fondazioni sanitarie, sosterranno e approfondiranno la ricerca sulla “mente umana”, con il proposito di scoprire nuovi sistemi di condizionamento psichico: in Germania si creeranno commissioni speciali, formate da psichiatri, con l’incarico di selezionare malati fisici e psichici per sottoporli all’eutanasia; in Urss, oltre a numerosissimi esperimenti sui riflessi condizionati, famoso è il cane di Pavlov, la dissidenza fu diagnosticata come malattia mentale e tutti oppositori al regime furono rinchiusi nei manicomi di stato.

 

 

Dal secondo dopoguerra in poi, il panorama della ricerca psichiatrica, specificatamente riferita al condizionamento mentale, si sposta negli Stati Uniti d’America. I servizi segreti, la C.I.A., central intelligence agency, l’esercito americano, gli ospedali, l’università e le istituzioni, iniziano un peculiare programma di ricerca: il progetto monarch che sarà portato avanti ufficialmente fino al 1970.

Il progetto monarch, si basa sulla certezza che il controllo mentale di un individuo può essere ottenuto per mezzo di ripetuti traumi. Gli esperimenti condotti sui soggetti erano di una tale brutalità e sadismo da superare ogni logica fondatezza: torture, deprivazione sensoriale, molestie verbali e sessuali, omicidi, somministrazione di farmaci sbagliati, sostanze chimiche, elettroshoch e ogni altro possibile meccanismo disumano. Il postulato fondamentale che ha sostenuto tale follia, è il seguente: la mente umana, di fronte a un evento traumatico, violento e doloroso, per dimenticare la sofferenza subita, rimuove l’episodio angosciante dalla mente razionale, creando una barriera di protezione. Sottoponendo una persona a ripetuti episodi spaventosi e scioccanti, la sua mente, per ogni singolo evento vissuto, impianta una barricata difensiva generando dei compartimenti di memoria inconsci, autonomi e indipendenti. Il risultato di questo meccanismo è un individuo con gravissimi disturbi della personalità, uno schiavo che può essere manovrato con facilità, semplicemente usando segnali precisi di richiamo, per questo o quell’altro evento traumatico. Una volta che la mente è stata dissociata, distrutta, i soggetti schiavizzati, possono essere utilizzati per vari compiti in ogni ambito sociale per azioni semplici o complesse: singoli omicidi, stragi, attentati, prostituzione, droga, armi.

La perfidia, la perversione umana è senza limiti, per i rivoltanti e biechi obiettivi legati al potere, al denaro, alla prepotenza, una grande parte di umanità senza scrupoli né coscienziosità non esita a devastare e polverizzare i propri simili e l’ambiente in cui viviamo.

La mente libera e pensante è oggi, come ieri, quanto di più auspicabile, la libertà e la conoscenza sono un diritto inalienabile, la parola d’ordine è: resistenza, perché ogni cosa è sotto controllo.

 

 

In onore alla conoscenza e perfettamente inserito nell’argomento sopra citato, presento il film “The manchurian candidate”, tratto dal romanzo di Richard Gordon, un libro bellissimo che ho letto tutto di un fiato:

The Manchurian Candidate è un film del 2004 diretto da Jonathan Demme, nuova versione del film del 1962 Va' e uccidi di John Frankenheimer.

Riassunto

“ Stati Uniti, anni Cinquanta. Il sergente Raymond Shaw rientra dalla guerra di Corea insignito della medaglia d'onore. Riprende la sua vita di tutti i giorni e il suo difficile rapporto con la madre, una donna priva di scrupoli e sostenitrice - a tutti i costi - dell'ascesa politica del marito. Raymond non sa di essere stato sottoposto al lavaggio del cervello mentre era prigioniero in Corea e di essere così diventato una spietata macchina per uccidere, non più padrone delle proprie azioni. Ben Marco, capitano di pattuglia di Raymond, decide di indagare su alcuni omicidi che si susseguono con l'approssimarsi delle elezioni presidenziali: scopre così le ombre che avvolgono la vita di Shaw e i torbidi intrighi della classe politica americana.”


Fonti:

Sigmund Froid  - Progetto di una psicologia e altri scritti 1892-1899

Marco Paolini - Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute

Alfred Hoche – Vite non più degne di essere vissute progetto T4(1865- 1943)

Marco Della Luna e Paolo Cioni - “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa”

William Sangant  - “Battle for the mind”

Richard Gordon - “il candidato manciuriano”

Letto 1123 volte Ultima modifica il Domenica, 10 Febbraio 2013 18:24
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